Responsabile della ricerca

Prof. Cristiano Chiamulera

 

2019
I

Il problema: i disturbi dell’alimentazione nell’età infantile e nell’adolescenza


Capire i meccanismi cerebrali alla base della riattivazione delle memorie appetitive che scatenano l’alimentazione compulsiva nei giovani.

Il cervello trasmette ed elabora informazioni complesse e di diversa natura. Questi processi, investigabili mediante registrazioni elettroencefalografiche, sono un valido strumento per meglio comprendere i meccanismi alla base della riattivazione di quelle memorie appetitive, ossia memorie legate a cibo ‘spazzatura’ oppure a sostanze d’abuso, che possono scatenare gli episodi di alimentazione compulsiva di cibo ad alto contenuto calorico (per es., snack). I bambini e gli adolescenti sono il segmento della popolazione più vulnerabile a questi disordini.

Su tali basi, il progetto si propone, focalizzandosi sul problema attualmente cruciale della continua crescita dell’obesità infantile, di indagare i meccanismi elettrofisiologici alla base dei processi di riattivazione delle memorie appetitive per determinare come questi siano modulati, e come possano essere suscettibili al trattamento farmacologico e psicoterapeutico.

Usando modelli sperimentali validi per la traslazione nell’età infantile e adolescenziale, saranno effettuati esperimenti con registrazioni elettroencefalografiche, in ratti giovani con assoluta libertà di movimento e di risposta comportamentale nell’assumere cibo zuccherato ad alta palatabilità poi studiati nelle diverse fasi di riattivazione della memoria appetitiva che mantiene queste compulsioni.

L’integrazione tra tecniche elettrofisiologiche e misure comportamentali rappresenta uno strumento di comprovata validità predittiva per pazienti affetti da disordini alimentari.

Rilevanza

La comprensione dei meccanismi oggetto di studio ha un alto potenziale per significativi progressi di interventi psicoterapeutici oggi in uso, così come nuovi approcci alla prevenzione e la cura dei disturbi sopra citati dell’infanzia e dell’adolescenza, ma anche di uso di droghe, gioco d’azzardo patologico, ansia, panico e disturbi post-traumatici da stress. Il progetto ha, quindi, un rilevante valore traslazionale.

You might also like