Responsabile della ricerca

Prof. Federico Schena

 

2021
I

Il problema: Disturbo Motorio Funzionale

I disturbi motori funzionali (FMD) rientrano nel più vasto ambito dei disturbi neurologici funzionali e comprendono tremore, paresi, distonia, disturbi della marcia, mioclono e disturbi facciali. Gli FMD sono clinicamente incongruenti con i disturbi motori noti per essere causati da malattie neurologiche organiche e sono significativamente modificati da manovre di distrazione o non fisiologiche, inclusa una marcata risposta al placebo. Dai risultati del Registro Italiano Disordini Motori Funzionali (RI-DMF) promosso dall’Accademia Italiana per lo studio della Malattia di Parkinson e Disturbi del Movimento (LIMPE-DISMOV) e dal Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’Università di Verona emerge come gli FMD rendano conto del 24% dei pazienti seguiti presso gli ambulatori dedicati ai disturbi del movimento e come i sintomi più frequenti siano la debolezza (43%) seguita dal tremore (40%), distonia (28%) e disturbi del cammino (26%). Oltre l’80% dei pazienti, inoltre, presenta sintomi non motori (ansia, fatica e dolore) che influiscono ulteriormente negativamente sullo svolgimento delle attività della vita quotidiana, lavorative e qualità della vita.

Negli ultimi anni la comunità scientifica ha mostrato un progressivo interesse verso questo settore della neurologia individuando alcuni meccanismi implicati nella genesi di questi disturbi che hanno contribuito a sviluppare nuovi concetti relativamente a: 1) modello di malattia; 2) terminologia; 3) approccio clinico; 4) comunicazione della diagnosi e trattamento. Le principali motivazioni di questo crescente interesse risiedono nel fatto che gli FMD hanno un’elevata prevalenza e sono fonte di disabilità severa, con un costo socioassistenziale rilevante. Nonostante ciò, ad oggi non sono né adeguatamente diagnosticati né trattati. La letteratura mostra l’efficacia della riabilitazione eseguita da personale qualificato e sottolinea l’importanza di estenderne il trattamento nel medio e lungo-termine. Ad oggi non vi sono studi randomizzati controllati che valutino l’efficacia della Telemedicina e riabilitazione nella gestione del paziente con FMD.

L’obiettivo dello studio è valutare l’efficacia di un protocollo riabilitativo associato a un sistema di Telemedicina sugli esiti di salute clinici (percezione di salute, sintomi motori, ansia, depressione, fatica e dolore), umanistici (qualità di vita) ed economici (costi sanitari) in pazienti con FMD. 60 pazienti con diagnosi definita di FMD saranno randomizzati nel gruppo sperimentale (n=30) o nel gruppo di controllo (n=30). Il Gruppo sperimentale seguirà un programma di riabilitazione intensiva ospedaliera multidisciplinare (5 giorni;2 ore/giorno) seguito da 24 sedute “vis-a-vis” mediante Telemedicina (1 seduta/settimana, 2 ore/seduta). Il gruppo di controllo eseguirà il medesimo programma riabilitativo del gruppo sperimentale senza il successivo monitoraggio in Telemedicina. Tutti i pazienti eseguiranno prima della riabilitazione, dopo (T1), a distanza di 12 e 24 settimane dal T1 valutazioni cliniche mediante misure di outcome primarie e secondarie. Sensori di Unità di Misura Inerziali (IMU) saranno usati per il monitoraggio oggettivo quotidiano dei dati di movimento al domicilio.

Rilevanza

Lo studio mostrerà per la prima volta come la Telemedicina integrata con tecnologie digitali per monitorare gli interventi terapeutici e riabilitativi in remoto possa offrire al paziente con FMD nuove opportunità di salute. Questo studio randomizzato controllato mostrerà come l’associazione di due approcci innovativi (fisioterapia e Telemedicina) possa migliorare i sintomi motori e non motori permettendo l’accesso ai trattamenti, riducendo il tempo e i costi socio-sanitari. Le potenzialità della Telemedicina si estenderebbero inoltre anche nel fatto di poter monitorare le funzioni motorie in contesti ecologici mediante dispositivi indossabili migliorando anche la percezione del paziente del proprio grado di severità e del percorso di cura.