Responsabile della ricerca

Dott.ssa Maria Cristina Dechecchi

 

2019
I

Il problema: identificazione di biomarcatori circolanti per la diagnosi differenziale, la prognosi e il monitoraggio delle neoplasie cerebrali


Abbiamo già identificato alcuni biomarcatori innovativi quali i miRNA, utili per la diagnosi differenziale delle neoplasie cerebrali. Ci proponiamo ora di valutare la possibile applicabilità di queste analisi come test di laboratorio, ampliando la casistica in modo da individuare delle soglie discriminanti. Attraverso l’analisi retrospettiva dei dati raccolti sarà possibile stabilire il ruolo prognostico-predittivo di questi biomarcatori.

I gliomi sono i tumori maligni del sistema nervoso centrale più comuni e letali. Poiché i diversi tipi di neoplasie cerebrali possono presentare caratteristiche simili tra loro, la esatta definizione diagnostica, basata attualmente sul tessuto tumorale, è cruciale ai fini delle decisioni terapeutiche, diverse a seconda dei casi. Inoltre, i controlli periodici effettuati per valutare l’evoluzione del tumore, spesso sono inconclusivi. Servono quindi dei marcatori biologici (biomarcatori) sensibili, specifici e minimamente invasivi per supportare una diagnosi il più precisa possibile e rilevare le variazioni temporali del tumore. La “biopsia liquida”, ovvero l’utilizzo di liquidi biologici come surrogato del tessuto tumorale, sembra rispondere a questa esigenza.

Gli esosomi, piccole vescicole extracellulari, importanti nel regolare la crescita, invasione, progressione e metastatizzazione dei tumori, sono presenti nel circolo ematico e contengono diverse molecole (proteine, lipidi e acidi nucleici) caratteristiche della cellula di origine. Tra queste, i microRNA (miRNA), piccoli RNA non codificanti, importanti regolatori dell’espressione genica, sembrano essere particolarmente utili ad indicare la presenza del tumore, segnalarne i cambiamenti nel tempo e monitorare gli effetti della terapia.

Grazie anche al supporto di BRFV stiamo conducendo uno studio clinico (MiR2015) per valutare il potenziale diagnostico e prognostico di un panello di miRNA circolanti in pazienti affetti da neoplasie cerebrali, in collaborazione con l’Istituto di Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Verona. Avendo già identificato tre miRNA trasportati nel sangue dagli esosomi, associati alla presenza di un glioma maligno, abbiamo provato che è possibile in linea di principio diagnosticare la presenza di un tumore cerebrale, attraverso un prelievo di sangue. Inoltre, i dati preliminari mostrano che i livelli elevati dei miRNA circolanti sono significativamente associati ad una minore sopravvivenza e peggiore prognosi, suggerendo un significato predittivo/prognostico di questi marcatori.

La prosecuzione dello studio MiR2015 è mirata a valutare:

1) la possibile applicabilità di queste analisi come test di laboratorio, ampliando la casistica (più di 250 pazienti reclutati finora) in modo da calcolare delle soglie discriminanti;

2) l’utilizzo dei miRNA circolanti come indicatori precoci di progressione, proseguendo il follow-up dei pazienti reclutati;

3) il ruolo predittivo-prognostico dei miRNA circolanti, completando l’analisi retrospettiva, alla luce del maggior numero di dati clinici disponibili.

In collaborazione con il servizio di Neurochirurgia Stereotassica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, sono stati inseriti nello studio anche i pazienti con metastasi cerebrali, sottoposti a chirurgia stereotassica, per valutare se i livelli di miRNA circolanti siano utili per monitorare la risposta al trattamento e segnalare tempestivamente la progressione.

Rilevanza

Diagnosticare un tumore attraverso un prelievo di sangue anziché un pezzetto di tessuto è la grande promessa della biopsia liquida, anche per le neoplasie cerebrali e può essere l’unico strumento non invasivo per seguire l’evoluzione temporale del tumore. La casistica raccolta, anche grazie al supporto di BRFV, unica in Italia, costituisce un patrimonio di grande rilevanza scientifica. L’analisi dei miRNA negli esosomi del siero, potrebbe migliorare: 1) la diagnosi differenziale; 2) la previsione prognostica e l’iter terapeutico; 3) l’identificazione di recidive/ricrescite anticipando gli interventi terapeutici, con ricaduta positiva sulla sopravvivenza dei pazienti.

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