Sulla base del parere positivo del Comitato Scientifico (CS), abbiamo il piacere di comunicare che l’articolo “Association of Short- and Medium-Term Particulate Matter Exposure with Risk of Mortality after Spontaneous Intracerebral Hemorrhage” del Dott. Stefano Forlivesi (AOUI di Verona) è risultato vincitore del Premio di € 5.000,00 intitolato alla memoria del Dott. Sergio Gemma.

Di seguito riportiamo un breve estratto dell’articolo.

L’esposizione ad alti livelli di inquinamento atmosferico, in particolare polveri sottili (PM 10 e PM 2,5 ), è ormai considerata un possibile fattore di rischio per malattie respiratorie e cardiovascolari. Per quanto riguarda le malattie cerebrovascolari, la maggior parte degli studi ha preso in esame l’associazione fra sostanze inquinanti ed ictus ischemico, mentre pochi lavori si sono concentrati sull’emorragia cerebrale, benché questa rappresenti il sottotipo di ictus con il più elevato tasso di mortalità (più del 40% a un mese). L’obiettivo di questo studio, pertanto, è stato quello di valutare una possibile associazione fra mortalità per emorragia cerebrale spontanea ed esposizione a polveri sottili nelle 4 settimane (medio termine) e nei 3 giorni (breve termine) precedenti l’evento. Sono stati analizzati i dati clinici dei pazienti giunti presso il Pronto Soccorso dell’AOUI di Verona tra marzo 2011 e dicembre 2014 per emorragia cerebrale e i dati relativi alla concentrazione atmosferica di sostanze inquinanti forniti dall’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV). L’analisi ha mostrato che una maggiore esposizione a PM 10 e PM 2,5 nel breve e medio termine era associata ad un aumentato rischio di mortalità entro 30 giorni nei pazienti con emorragia cerebrale spontanea. Tale associazione è risultata indipendente da numerosi fattori prognostici tra cui l’età, il sesso, la severità dell’ictus, il volume, la localizzazione e il sottotipo eziologico dell’emorragia, l’espansione dell’ematoma, la terapia antitrombotica, la glicemia e la presenza di comorbidità come la fibrillazione atriale. Questi risultati confermano un impatto negativo dell’inquinamento atmosferico sui pazienti con malattie cerebrovascolari e, in particolare, con emorragia cerebrale. Sono necessari ulteriori studi per chiarire i meccanismi che stanno alla base di questa associazione e programmare i più adeguati interventi per la tutela della salute pubblica.

Ci complimentiamo con il Dott. Forlivesi per la qualità della Sua ricerca e gli auguriamo un brillante proseguimento.



You might also like